Deutsche Bank non è più intoccabile

Pubblicato: 18 gennaio 2013 in Uncategorized

ImmagineUna volta la Deutsche Bank era rispettata come pilastro dell’economia tedesca basata sull’industria, ma oggi essa è un attore della bisca finanziaria internazionale come tutte le altre megabanche. Negli ultimi due anni essa è stata colpita da scandali e denunce che hanno inferto duri colpi alla sua immagine.

Attualmente la banca è sotto inchiesta per falso in bilancio allo scopo di nascondere pesanti perdite sui derivati del ramo statunitense. Secondo Eric Ben-Artzi, ex funzionario della DB che ora è testimone della procura di New York, le perdite si aggiravano attorno ai 10 miliardi di dollari nel 2008. Leggi il seguito di questo post »

Japanese way

Pubblicato: 18 gennaio 2013 in Uncategorized

ImmagineLe elezioni in Giappone di qualche settimana fa hanno riportato al governo il partito liberaldemocratico, che aveva governato il paese più a lungo che la Dc qui da noi, con un quasi egual numero di scandali. Dopo una breve pausa nel 2009, coincisa con la vittoria dei Democratici (quasi più timidi del Pd nostrano), il paese è presto ritornato in mano ai vecchi mandarini della politica – in questo caso il nuovo leader è Shinzo Abe, un politico di lungo corso, negazionista dei crimini di guerra giapponesi e nazionalista esasperato. Non proprio, si direbbe, una buona notizia.
Ma dal punto di vista delle politiche economiche, invece, pare che ci siano delle novità interessanti. Leggi il seguito di questo post »

Crisi? Democrazia Vendesi

Pubblicato: 14 gennaio 2013 in Uncategorized

Immagine“La crisi è stata causata da una moneta fatta male e non ne usciremo finché le decisioni verranno prese da persone non elette da noi, comeDraghiHerman Van Rompuy o la Merkel“. 

Loretta Napoleoni, economista di fama mondiale, sceglieAffaritaliani.it per lanciare il suo nuovo libro. Come uscire da questa crisi allora? “Investendo nelle Pmi, nel commercio con l’Oriente, nel nostro Sud, che è come la Germania dell’Est dopo la riunificazione. Il problema è che per fare questo servono soldi“. E l’Italia non può stamparne
Dovremmo uscire dall’euro? “E’ un’ipotesi. O più semplicemente dovremmo allearci con gli altri Paesi periferici e fare un euro a due velocità“. E a chi afferma che il problema dell’Italia è il debito risponde: “Il problema è la crescita. Anche se noi azzerassimo il debito, l’economia come riprenderebbe? Che cosa venderemmo all’estero?“. Continua a leggere

Dall’estate le banche svedesi hanno messo in atto la più determinata offensiva ai pagamenti in contanti. Coadiuvate dalla rete di banda larga più avanzata del mondo e sotto la regia della Banca Centrale, Riksbank, tre delle quattro maggiori banche del Paese, ossia 530 delle 780 filiali, non accettano banconote in pagamento né pagano in contanti. Ormai 200 su 300 uffici della Nordea Bank, e tre quarti degli sportelli della Swedbank, fanno solo transazioni elettroniche.

«Stiamo attivamente riducendo il contante nella società», vanta Peter Borsos, portavoce della Swedbank.

I motivi proclamati dalla propaganda sono quelli che già conosciamo: non già che alle banche conviene prelevare una commissione da ogni transazione, questo no; i pagamenti elettronici sono più sicuri, riducono il pericolo di furti e rapine, e soprattutto – per toccare la corda «verde» della popolazione – «il trasporto del denaro su automezzi blindati produce centinaia di tonnellate di gas-serra; noi soli della Swedbank emettiamo 700 tonnellate di biossido di carbonio per questo, con un costo per la società di 11 miliardi l’anno». Orrore, orrore.
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Le definizioni del concetto di Libertà sono molte. E le sue declinazioni ed applicazioni sono praticamente infinite. Generalmente il concetto di libertà si associa ai diritti civili e politici, per cui spesso si accompagna al concetto di Democrazia. Ma oggi non è di questo che voglio parlarvi.La libertà si compone di tante piccole sfaccettature, di tanti piccoli gesti resi possibili a chiunque. Libertà è scegliere di uscire di casa o meno; di leggere un libro piuttosto che ascoltare un disco; di andare a fare una passeggiata piuttosto che fermarsi su una panchina.

 

 La Libertà è avere 60€ in tasca e decidere una sera di spenderli per due pacchetti di sigarette, una pizza ed una birra con la tua compagna: e non doverne rendere conto a nessuno.

 

Banale, vero? Eppure in questa banalità, che domani potrebbe essere negata, si nasconde uno dei tanti attacchi frontali alla nostra Libertà.
Già, perchè se oggi per pagare quelle sigarette, la pizza, la birra, e magari il cinema, ti bastava tirar fuori dalle tasche qualche banconota…domani potresti dover usare una carta di credito. Leggi tutto

ImmagineIl “fiscal cliff” è un’altra bufala per distogliere l’attenzione di politici, dei media e del pubblico più attento, sempre che ce ne sia, da problemi piccoli e grandi.

Il fiscal cliff è un taglio automatico alla spesa ed un incremento delle tasse, con il fine di ridurre il deficit di una cifra insignificante nei prossimi 10 anni, se il Congresso non prenderà direttamente l’iniziativa di tagliare la spesa ed aumentare le tasse. In altre parole, il fiscal cliff ci sarà comunque.
Guardando il problema dal punto vista dell’ economia tradizionale il fiscal cliff consiste in una doppia dose di austerità in un’ economia già vacillante ed in recessione. Da John Maynard Keynes in poi molti sono gli economisti che hanno capito che l’austerità non è la risposta a recessioni depressioni.  Leggi tutto

Tim Geithner, ministro del Tesoro degli Stati Uniti, difende l’operato dell’amministrazione Obama dalle critiche che arrivano da tutte le parti. ”Nel corso della crisi il presidente Obama non è certo rimasto a guardare e ha anzi agito con grande coraggio, anche se non aveva il sostegno dell’opposizione, riuscendo a mettere a punto una strategia per risollevare l’economia americana e quella globale. La crescita si sta stabilizzando ed è ripresa rispetto all’inizio della crisi. Sono stati creati oltre 4 milioni di posti di lavoro nel settore privato e il rafforzamento è diffuso a molti settori dell’economia. Tutto ciò è avvenuto senza l’aiuto di nessuno, a parte la Federal Reserve”.

Da un lato ci sono i keynesiani alla Paul Krugman, che rimproverano Obama e Geithner di non aver fatto abbastanza per rilanciare l’economia. Dall’altra i repubblicani, che ritengono che Obama stia portando gli Stati Uniti verso il socialismo. La posizione di Krugman consiste nell’attribuire l’aumento del deficit e del debito alla crisi e nel sostenere che le cose non sono andate meglio perché si è speso troppo poco. Dato che per spendere i soldi da qualche parte vanno presi, a Krugman non dispiace che a fornirli sia la Fed. La quale, da canto suo, non si è fatta certo frenare da remore rigoriste, ma non ha finora avuto la sfrontatezza di accreditare il conto del Tesoro senza nulla ottenere in contropartita. In effetti, l’aumento della base monetaria è avvenuta per lo più comprando titoli del Tesoro sul mercato secondario, il che ha beneficiato chi ha chi ha venduto quei titoli (principalmente le banche) e anche il Tesoro, comprimendo il costo del debito. Leggi il seguito di questo post »