Archivio per la categoria ‘Politica’

Wolfgang come GoetheWolfgang come Amadeus Mozart: wunderbar!
Ma questo è il passato. Il presente si chiamaWolfgang Schäuble, ovvero il ministro delle Finanze tedesche.
Ovviamente quest’ultimo non ha niente a che vedere con il grande poeta ed il geniale compositore.
Il talento di Herr Schäuble è diverso, ed attiene ad un’arte che non ha niente a che vedere con l’universalità del linguaggio artistico: l’universalità del suo operare si rivolge agli interessi della sua Germania.
Ma se questo sarebbe in buona sostanza il minimo che si chiederebbe ad un buon ministro di una Nazione sovrana, nel nostro caso assume una connotazione diversa: perchè qui non si parla di Germania, ma di Europa.
Il ministro tedesco, insieme al suo cancelliere (Merkel), ha di fatto assunto la guida della politica economica europea. Oggi il caro Wolfgang se ne esce con questa dichiarazione: “Ora è necessaria un’Unione politica con l’elezione diretta di un presidente“.
E ancora, per poter creare una vera valuta unica e per mantenerla nel tempo: “E’ necessario un più stretto coordinamento delle politiche di bilancio” dei singoli Paesi membri. Io aggiungerei a queste dichiarazioni, “…nelle mani di un ministro delle Finanze (tedesco) nominato dal Presidente europeo eletto“. (altro…)
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Cambio di linea nell’Eurozona?

Pubblicato: 14 maggio 2012 in Esteri, Politica
Nonostante quasi tutti i dati economici stiano peggiorando in Cina, India, USA ed Europa(specie Inghilterra di recImmagineente) c’è forse un segnale a breve positivo, perchè sta per essere annunciata una svolta della politica dell’eurozona. Il dato più importante è la dichiarazione di due pezzi grossi della Bundesbank che è pronta a lasciar salire l’inflazione dal 2% al 3%. Questo si chiama in gergo “Semaforo Verde per Draghi“. La disfatta elettorale di ieri della Merkel e il collasso totale, anche politico, della Grecia sono l’ultima goccia (unitamente a tante altre, dalle piazze in rivolta in Spagna agli assalti ad equitalia alla vittoria di Beppe Grillo finita su Newsweek). Morale: se non staccano qualche assegno in fretta su alla BCE anche il loro uomo, il Mario Monti è fritto e devono farlo durare un altro poco.

Ci sono ora abbastanza sintomi di una svolta di politica economica in Europa. Il contesto è pessimo e la situazione si sta deteriorando rapidamente, ma la Lagarde e Draghi ora hanno la strada aperta per monetizzare del debito in qualche modo. Ci sono insomma segnali di un prossimo allentamento dell’austerità. Anche la Cina sabato ha abbassato le riserve richieste alle banche che è il loro strumento principale per stringere o allargare il credito. Il Brasile idem perchè i suoi dati da gennaio sono uno peggio dell’altro.Il modo in cui funzionano di solito i mercati è allora che quando c’è una svolta o cambiamento di linea nel senso di allargare, espandere, pompare più credito e moneta (“denaro più facile”) la prima reazione è positiva e il mercato gioca d’anticipo a comprare.

Se la svolta in realtà si rivela poi confusa e debole, i politici che la gestiscono incompetenti e miopi e comunque il deterioramento della situazione è già troppo avanzato il mercato frana successivamente (la nostra ipotesi…). Ma in genere la prima reazione è positiva. Questo è un caso classico di tanto peggio (per l’economia) tanto meglio (per i mercati). Anche solo il fatto che l’uscita della Grecia dall’euro sia imminente costringe Lagarde e Draghi a prepararsi per l’impatto nell’unico modo possibile, pompando moneta.

Il ragionamento appena fatto non è né originale né troppo geniale, ma la borsa è fatta dalle masse di buoi (detti anche “gestori”) che si cerca di anticipare magari di qualche ora o giorno. A volte si anticipa un attimo troppo, ma in ogni caso qui si sono chiusi tutti gli short e si è andati un poco al rialzo (solo qualche future, niente azioni per ora).

GZ